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“Non riesco a dormire, ho il vuoto nello stomaco come fosse un buco nero che divora me e le mie emozioni. Ho così voglia di piangere che mi sento strappare le lacrime dal corpo, così voglia di amore che la voglia stessa mi mangia viva perché rimane solo un desiderio che non si avvera mai. Così poca vera speranza e così tanta aspettativa di ricevere una delusione ancora una volta, sentirsi così sola da avere l'impressione di essere abbandonata persino da me stessa; e in tutto questo io non ce la faccio più. È pesante, reggere di continuo facendo finta di niente, sapere che non puoi avere quello che più vorresti al mondo, trovare la forza di poterlo accettare nonostante faccia comunque male. E il bello è che non mi esprimo, c'ho solo silenzio dentro e fuori; ho voglia di guardare il cielo per ore intere senza fare nient'altro, senza dire una parola. Mi fa male la testa, ho la nausea e mi sento crollare come un ramo che si spacca e si stacca dal suo albero protettore; e fa così schifo che io veramente non lo so descrivere, non riesco a farmi capire, non ce la faccio a fingere, mi sento consumare. Ho qualcosa che mi brucia, forse più di qualcosa, mi manda a fuoco l'intero cervello e quel che è rimasto del cuore; mi sento separare da me stessa, mi sento lontana dal mondo, dalla ragione, dalla vita e sento invece di essere sempre più vicina alla follia. Vorrei buttarmi a terra e lasciarmi lì senza far niente ma non ho le forze, vivere ad ogni costo ma non ho la voglia né la testa o la pazienza e non so che fare. Sono smarrita più di quanto creda, in bilico più di quanto io pensi, al baratro più di quanto mi senta; non so cosa provare per me stessa, come salvarmi e mettermi al riparo da qualcosa che non ho ancora inquadrato, è tutto difficile da far spavento. E non so neanche quel che sto dicendo ma butto fuori semplicemente quel che mi passa per la mente, questa vita è un quadro astratto che non riesco a decifrare e mi sembra di impazzire. C'è caos ovunque, pensieri sovrapposti, persone che non riconosco, io stessa che non mi conosco più, parti di me che diventano estranee all'idea che mi ero fatta su di loro. Mi sento trasportata e trascinata a forza da una corrente che non porta a niente, non so dove conduce né come né perché. Penso a perché proprio io, perché adesso, perché così, perché. Vorrei solo spengere tutto, restare immobile per una vita intera e aspettare non so nemmeno io cosa; voglio capire ma allo stesso tempo non voglio, forse me lo vieto, forse è troppo complicato, forse non importa, forse un po’ tutto. Sono stanca, ma all'apparenza c'ho abbastanza forze da alimentare un'umanità intera; sono strana, mi sento così, mi sento soffocare da questo mondo e da quello che sono. Vorrei non essere o essere diversa, ma se sono così un motivo ci sarà pure. È come se adesso scrivessi tanti scarabocchi messi assieme, non conosco il significato di queste parole, non me lo ricordo; non ci si capisce una emerita mazza di quello che faccio, quello che dico, quello che mi crea, quello che mi distrugge. Non mi aspetto nulla, non ne ho il coraggio e la voglia. Mi sento più persone o nemmeno mezza, prima ci sono e poi scompaio, capisco e dopo sono meno comprensibile di un muro; tante idee, tante emozioni, tanti pensieri, tanti comportamenti, tante parole, oppure zero, oppure metà e metà, oppure più uno dell'altro e viceversa, oppure smatto. Domande, risposte, confusione, voglio andarmene.”
— moriresilenziosamente